Il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, in passato limitato alle infezioni acquisite in ospedale, si è oggi largamente diffuso anche in comunità e condiziona la scelta dei regimi antibiotici da utilizzare empiricamente e l’esito clinico.

I microrganismi multi-antibiotico resistenti possono essere sia i batteri Gram positivi che quelli Gram negativi, ma sono anche segnalati, con frequenza crescente, casi di infezioni da funghi (lieviti come la Candida, ma anche filamentosi, come l’Aspergillo).

L’appropriatezza dell’antibioticoterapia empirica, il supporto tempestivo del laboratorio di microbiologia e l’adeguamento del trattamento in base ai patogeni isolati, rappresentano le tappe fondamentali per migliorare la prognosi dei pazienti, rispettando comunque i principi della stewardship antibiotica.

Il termine di  terapie palliative è stato utilizzato inizialmente per le cure del paziente oncologico terminale, con malattia avanzata e senza più possibilità di trattamenti specifici. Si tratta di terapie mirate a ridurre i sintomi che il paziente avverte (in primo luogo il dolore), migliorando la qualità di vita, senza avere però un impatto sul decorso della malattia. Col tempo sono cambiati alcuni concetti fondamentali: il termine di paziente terminale viene oggi utilizzato non solo per i pazienti oncologici, ma anche per tutti i pazienti affetti da patologie croniche lentamente evolutive, giunte nella fase finale del loro percorso. Si tratta di pazienti di stretta pertinenza internistica: le patologie più frequenti sono  la BPCO in fase di insufficienza respiratoria, lo scompenso cardiaco refrattario alle terapie, le patologie degenerative neurologiche nella fase di grave invalidità. Inoltre, è stato riconosciuto che le terapie palliative debbono essere iniziate precocemente, quando ancora il paziente è sottoposto a terapie mirate alla patologia di base. E’ ormai competenza dell’internista la corretta gestione di un lungo tratto del percorso di questi pazienti, in collaborazione col medico di medicina generale e, nelle forme avanzate, con palliativista.  Ed una figura fondamentale, nel team assistenziale, è rappresentata dall’infermiere palliativista. Scopo del corso è ridiscutere in modo multidisciplinare il corretto approccio al trattamento delle patologie e dei più frequenti sintomi che affliggono il paziente terminale. Rivaluteremo anche l’attività della nostra società scientifica, riproponendo il decalogo FADOI per l’assistenza al paziente terminale e la posizione dei medici palliativisti sulla sedazione palliativa profonda.

L’Evento in modalità Blended (Residenziale e FAD)
Giornata d’aula 14 giugno 2017  - Ospedale S. Giovanni Calibita Fatebenefratelli – Isola Tiberina – Roma 

Sono previsti tre giorni successivi per la modalità di Formazione a Distanza. 

La parte online terminerà il 17 giugno 2017

L’Evento in modalità Blended (Residenziale e FAD) terminerà la parte online il 06 maggio 2017
Sono previsti tre giorni successivi ad ogni giornata d’aula per la modalità di Formazione a Distanza
03 maggio 2017
Ospedale S. Giovanni Calibita Fatebenefratelli – Isola Tiberina – Roma